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SAMBO

 

 

UNICA ACCADEMIA DI SAMBO RICONOSCIUTA IN SICILIA 

ORARI

LUN.MAR.MER.GIO. VEN. 19:00-21:00 SPORTIVO

MAR.GIO.VEN. 19:00-21:00 COMBAT

SISTEMA GRADUAZIONE SAMBO

ELENCO TECNICI_FIKBMS

Calendario Attività Sambo 2017

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La vecchia denominazione di questa lotta altamente dinamica ed impegnativa era SAMozashita Bes Oruja, che in russo significa “difesa personale senza armi”. Perché è senza armi, ma solo grazie all’esecuzione di particolari tecniche di combattimento, che vengono sferrati colpi con mani e piedi,
diretti un po’ ovunque, verso ogni parte del corpo.

Come arte marziale relativamente nuova per il panorama italiano, anche il Sambo sta entrando a far parte del mondo delle nostre palestre. La disciplina richiede infatti un’eccellente preparazione fisica, grandi
capacità di resistenza, sollecita la reattività del tono muscolare e in più aiuta a rafforzare lo spirito di determinazione.

Nato in via sperimentale durante gli anni’20 nell’ex Unione Sovietica leninista per volere del Centro di Polizia con l’obiettivo di formare gli agenti del KGB (ma non solo), il Sambo trova le sue origini
nell’assorbimento di tecniche di combattimento asiatiche ed europee e in un concetto di lotta sempre molto ben radicato in quel territorio geografico che si estendeva dentro i confini dell’ex URSS.

Divenuto in seguito lotta nazionale russa, quindi fieramente pubblicizzata presso tutti gli sportivi, il Sambo ha riscosso un importante successo anche in campo internazionale per la sua portata altamente spettacolare e suggestiva. I due lottatori (sambisti) si sfidano in divisa rossa e blu, vestiti di giacca (kurtka) e scarpe (sambofki) che assicurano i migliori movimenti sulla morbida superficie di gara, rappresentata da un fine materasso.

Un incontro dura sei minuti, un tempo ragionevole e tuttavia di un’intensità unica. Dove ogni mossa è consentita: scatti, prese, leve articolari: ogni benché minima mossa può risultare fondamentale per avere ragione dell’avversario. Ogni momento di defaillance mentale o emozionale può costare cara.

La preparazione atletica risulta fondamentale per ottenere le migliore performance nel Sambo. Gli allenamenti si basano anche su sessioni pesistiche per il rafforzamento della massa muscolare e sull’utilizzo di attrezzi da palestra in grado di aumentare la capacità di resistenza polmonare.

Dal 1985 opera in campo internazionale la FIAS (Federazione Amatori del Sambo), alla quale aderiscono circa 40 nazioni. In Italia il Sambo è stato introdotto dalla FILPJ (Federazione Italiana Lotta Pesi e Judo) che vanta un crescente numero di praticanti.

PRESENTAZIONE DEL SAMBO

Le origini del SAMBO risalgono agli anni venti, quando, presso il Distretto Militare di Mosca e la Dinamo (Centro Sportivo della Polizia), alcuni esperti di discipline da combattimento raccolsero le tecniche migliori da tutti gli stili di combattimento conosciuti, con l’obiettivo di creare lo stile di difesa personale più efficace per l’Armata Rossa e la Polizia Segreta chiamata Cheka (che poi divenne il KGB).

I tecnici più impegnati furono Vassilj OSCHEPKOV, primo autorevole esperto russo, Victor SPIRIDONOV, primo insegnante di difesa personale della Dinamo, Anatoly KHARLAMPIEV, Ivan Vasilievich VASILIEV, GALKOVSKY, SAGATELIAN, RUBANCIK, SKOLINKOV, SIDOROV, tutti studiosi degli stili di lotta e combattimento tramandati (nei territori ex URSS) dai tempi di Genghis Khan sino all’era moderna.

Dal 1923 Anatoly KHARLAMPIEV, insieme ad Ivan Vasilievich VASILIEV, viaggiò per anni con l’intento di perfezionare la conoscenza delle arti marziali orientali ma anche degli stili di combattimento più classici, dalla lotta greco – romana e stile libero alla boxe passando anche per la scherma.

Il risultato di questi studi cambiò definitivamente il vecchio “Vsebuch” ossia il metodo di allenamento militare voluto da V. Lenin dopo la rivoluzione, nel “Sam”, poi “Samoz” ed infine“SAMBO”acronimo della frase russa:«SAMozashita Bes Oruja», vale a dire «difesa personale senza armi».

Vista la particolare predisposizione verso le discipline da combattimento, che contraddistingue tutti i popoli delle varie regioni dell’ex Unione Sovietica, dopo qualche anno la pratica del SAMBO si divulgò fra tutti gli appassionati di lotta ed arti marziali, anche non militari.

Il 16 novembre 1938 è considerata la data di nascita ufficiale del SAMBO, quando fu riconosciuto come disciplina sportiva dal Comitato Superiore per la Cultura e lo Sport dell’URSS.

Nel Sambo si riscontrano anche gli stili tradizionali di quelle regioni che vantano secoli di esperienza appunto nelle discipline da combattimento (alcune delle quali praticate ora a livello folkroristico) come la lotta mongola, la lotta turkmena, la cidaoba, il kurash, lo ialish la lotta moldava etc.

Il Sambo è uno sport completo e formativo, praticato non solo come disciplina da combattimento agonistica, come addestramento per i giovani militari e come preparazione fisica per gli adulti, ma anche come principale metodo di educazione sportiva per i ragazzi in età scolare.

Per quest’ultimi è un eccellente allenamento che rende il corpo elastico e forte; educa alla costante ricerca di un movimento preciso ed armonico favorendo un corretto sviluppo psico-motorio.

Inoltre educa all’autodisciplina, alla collaborazione ed al rispetto per gli altri.

Contrariamente a quello che può sembrare in apparenza, non spinge un ragazzino alla competizione esasperata, ma piuttosto alla ricerca del costante miglioramento di se stesso, sviluppando anche lo spirito di adattamento.

Il Sambo è un’arte marziale di origine occidentale ed uno Sport riconosciuto ufficialmente a livello internazionale, nonché un vero e proprio stile di vita.

Ogni tecnica di Sambo era studiata attentamente e finalizzata alle più svariate esigenze della difesa personale: per la Milizia, per la Polizia Segreta, per le Guardie di Confine, per la protezione di singole persone da immediato pericolo, per il personale di ospedali psichiatrici, per gli Ufficiali e per i soldati (con armi e senza) . Inoltre veniva valutato il contesto e l’ambiente in cui era necessario applicare una tecnica: luogo chiuso od aperto, con tanto o poco spazio, con la vicinanza di grossi oggetti come tavoli o piccoli oggetti ma pericolosi, oppure con armi non convenzionali di possibile utilizzo.

Per come è stato codificato e per il suo regolamento sportivo, può essere propriamente considerato la vera lotta Internazionale per antonomasia, in cui tutti i lottatori di ogni stile di combattimento possono esprimersi trovando spazio per le loro caratteristiche tecnico – tattiche.

Il Sambo ha un ricco bagaglio tecnico, per il combattimento ravvicinato od a distanza, con sollevamenti e proiezioni, prese dolorose, leve articolari ai gomiti, ai polsi, alle spalle, alle anche, alle ginocchia ed alle caviglie, tecniche di controllo a terra e nel  Sambo Combat anche colpi e soffocamenti.

Oltre alla tecnica, il Sambo studia la preparazione fisica, grazie a metodi moderni e collaudati.

Il SAMBO è quindi diventato l’arte marziale più praticata nei paesi dell’ex Unione Sovietica, e negli anni 2000 è stato dichiarato lo Sport Nazionale Russo.

A livello internazionale possiamo menzionare il primo campionato europeo del 1972 a Riga ed il primo campionato mondiale nel 1973 a Teheran.

La situazione politica negli anni della guerra fredda, non ha favorito lo sviluppo di questo sport nei paesi occidentali, infatti  solo per il boicottaggio alle olimpiadi di Mosca del 1980, all’ultimo momento l’Unione Sovietica non ha presentato il Sambo come disciplina dimostrativa a quei Giochi Olimpici.

Oggi la pratica del SAMBO nel mondo è regolamentata dalla FIAS www.sambo-fias.org  (Federazione Internazionale di Sambo fondata nel 1985) a cui aderiscono 5 federazioni continentali e più di 90 federazioni nazionali.

Come ogni federazione internazionale, la FIAS segue le regole dettate dal CIO (Comitato Olimpico Internazionale), presso cui ha una propria sede ed è membro ufficiale di SPORT ACCORD, organizzazione internazionale ove sono accreditate le federazioni internazionali di tutti sport riconosciuti tali, olimpici e non olimpici.

La FIAS è l’unico organo internazionale deputato a regolamentare l’attività del Sambo nel mondo insieme alle federazioni continentali ad essa collegate.

Ogni anno si celebra un campionato mondiale per le classi d’età: Juniores (19-20 anni), seniores (adulti oltre i 20) e masters (per gli oltre 35 anni).

Ogni due anni si celebra un campionato mondiale per cadetti (16-18 anni) e per studenti (17-27 anni).

Stessa organizzazione vi è per i campionati continentali.

Esistono anche numerosi Tornei internazionali classificati come: tornei di categoria “A” con atleti provenienti da 3 continenti e da più di 12 nazioni; tornei di categoria “B” con atleti provenienti da 2 continenti e da meno di 12 nazioni; tornei di categoria “C” i rimanenti tornei che non hanno le predette caratteristiche ma che seguono il regolamento internazionale FIAS e sono inseriti nel calendario internazionale ufficiale.

Dal 2012 la FIAS segue la normativa vigente sull’antidoping, partecipando all’attività organizzate dal WADA, ed alle predette manifestazioni mondiali di SAMBO gli atleti vengono sottoposti ai previsti controlli.

IN ITALIA

Il Sambo è approdato in Italia alla fine degli anni settanta,  quando la Federazione Italiana Lotta Pesistica e Judo nel 1979 ha organizzato dei Campionati Nazionali di Sambo fra Società sportive ad essa iscritte, con atleti che già praticavano Lotta e Judo, ottenendo un gruppo di agonisti da immettere nel circuito internazionale del nuovo stile, destinato a diventare disciplina dimostrativa nelle Olimpiadi di Mosca del 1980.

Purtroppo il Sambo non fu presente alle Olimpiadi di Mosca ne alle successive di Los Angeles, quindi nel 1984 la FILPJ abbandonò questa disciplina.

 Nel 1985 ’Associazione sportiva “AISAM” ottenne il riconoscimento dalla FIAS, quale rappresentante esclusiva per l’Italia, continuando l’attività internazionale e permettendo lo studio e la pratica del Sambo in Italia, anche con nuovi atleti nati come sambisti puri.

Dal 1985 al 1993 il Sambo italiano si è mantenuto al passo con l’attività internazionale, riuscendo ad ottenere  anche delle medaglie in campo europeo e mondiale, ma nel corso degli anni a seguire non vi è stata più una vera selezione di atleti validi in grado di essere competitivi ed il Sambo rischiò di estinguersi.

Infatti negli anni successivi al 1993, il circuito nazionale ed il livello del Sambo italiano si è ridotto al minimo, perdendo anche credibilità a livello internazionale.

E’ doveroso ricordare che negli anni novanta, in seguito all’apertura della ex unione sovietica, si sono diffuse fra i Club di Judo occidentali, metodologie e forme di combattimento tipiche della Scuola Russa, generando un grosso interesse per il Sambo anche fra numerosi judoka italiani, da qui l’opportunità di permettere a tutti di avvicinarsi al Sambo.

Purtroppo ciò non è stato possibile, perché chi ha gestito a nome dell’Italia i rapporti con la FIAS sino al 2002, ha sempre soffocato le altrui aspirazioni a cimentarsi nel Sambo internazionale.

Dopo i Campionati Europei 2002, su invito dei Dirigenti della FIAS, alcune persone veramente appassionate e conosciute a livello internazionale per la loro serietà, professionalità e passione per questo Sport,  hanno fondato la FILS (Federazione Italiana Lotta – Sambo), subito ben accolta ed accreditata presso la FIAS.

La FILS nasce a Milano per volontà dei Soci Fondatori riuniti in data 6.6.2002, ma ufficialmente con regolare atto notarile il 23.7.2002,  avente natura di associazione sportiva dilettantistica non a fini di lucro di diritto privato.

La FILS seguendo le direttive della ESF (European Sambo Federation), ha divulgato il programma didattico per gli insegnanti tecnici, svolgendo mensilmente seminari di aggiornamento, seguendo la formazione degli stessi tecnici ed arbitri.

La FILS ha gestito l’attività del Sambo sul territorio nazionale per conto della federazione mondiale, ottenendo attivo riscontro in diverse regioni d’Italia dal 2002 al 2013.

Dal 2004 si svolge ogni anno un campionato nazionale individuale, riservato alle classi di età speranze-junior e senior.

Si è svolta per 4 anni una competizione a squadre denominata Coppa Italia, riservata a rappresentative regionali.

 Si è svolto per 3 anni un Torneo Internazionale (classificato di Cat.B) “Italian Open Sambo Championship”, a cui nel 2007 hanno aderito 12 nazioni con più di 100 atleti.

Si svolgono periodici seminari e stages promozionali per agonisti e non agonisti, nonché eventi sportivi riservati ai bambini pre-agonisti, denominate “Baby Demo-Sambo”.

La FILS ha organizzato due Campionati Europei Seniores, nel 2009 a Milano e nel 2013 a Crema (CR).

Attualmente in Italia il Sambo viene praticato sotto la guida di insegnanti tecnici qualificati

in 15 associazioni sportive distribuite su 9 regioni: Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna.

Vi sono ulteriori Associazioni, anche di altre regioni, in attesa di specializzare i propri tecnici nella pratica del Sambo.

Sino al 2013 la Federazione Italiana Lotta Sambo ha ottenuto sotto la guida tecnica di Roberto Ferraris, i seguenti risultati internazionali:

CLASSE SENIORES

1 argento mondiale 2012;

1 bronzo mondiale 2007;

2 quinti posti mondiali 2003 e 2013;

2 quinti posti Combat Games 2009 e 2013;

1 argento europeo 2009;

6 bronzi europei 2006, 2009 (2), 2013 (2), 2015;

CLASSE JUNIORES

2 ori ai campionati mondiali 2012;

1 argento ai campionati mondiali 2012;

1 bronzo ai campionati mondiali 2006;

1 oro al campionati europeo 2012;

1 argento al campionato europeo 2012;

2 bronzi al campionato europeo 2006 e 2012;

UNIVERSITARI

2 argenti mondiali 2010 e 2014;

2 bronzi mondiali 2010 e 2013;

UNIVERSIADI

1 bronzo 2013;

MASTERS

1 oro 2003;

2 argenti 2001 e 2003;

1 bronzo 2003;

 

Per adeguarsi alla vigente normativa sportiva italiana del 2013, l’assemblea generale dei soci della FILS ha deliberato la costituzione della nuova struttura denominata ASSOCIAZIONE ITALIANA SAMBO in data 14 marzo 2014.

L’Associazione Italiana Sambo è stata accreditata presso la ESF e la FIAS.  

Regolamento agonistico

Formulato per dare all’incontro sportivo le caratteristiche di uno scontro reale. Un sambista deve prevalere sull’altro buttandolo a terra, senza limitazioni di prese, con l’unico vincolo di mantenersi attivo durante l’incontro, possibilmente ottenerne la resa prima del limite grazie ad una leva articolare alle braccia od alle gambe, che metterebbe l’avversario realmente fuori combattimento.

Area di gara

I due sambisti iniziano il combattimento al centro della materassina.

La durata del combattimento è:

Durante la lotta in piedi s’interrompe quando un sambista mette un piede fuori dalla linea rossa di pericolo; mentre nella fase del combattimento a terra si interrompe quando l’azione non è più attiva oppure quando un sambista ha metà del corpo fuori dalla suddetta zona.

Abbigliamento

Due sambisti, uno vestito di rosso e l’altro di blu, indossano:

Punteggio

La vittoria anzitempo, oltre che per una leva articolare, è aggiudicata se chi esegue la tecnica effettua un’ampia e proiezione a terra dell’avversario con velocità e controllo, rimanendo lui stesso in equilibrio sui due piedi. Quando, durante la medesima tecnica, l’esecutore perde l’equilibrio appoggiando una qualsiasi parte del corpo a terra, ottiene 4 punti; a secondo di come cade l’avversario, si attribuiscono 4 punti, 2 punti od 1 punto. Si può ottenere un vantaggio anche mantenendo l’avversario con la schiena a terra e controllandolo con il proprio petto al di sopra della cintura. Questa forma di immobilizzazione applicata per 10 secondi vale 2 punti e per 20 secondi 4 punti, oltre i quali va risolto l’incontro con una leva articolare od una presa dolorosa. Perchè afferrare l’avversario con una presa di sottomissione durante un combattimento da strada, non garantisce la soluzione favorevole dello scontro. Con l’immobilizzazione non si possono ottenere più di 4 punti per ogni incontro. Nell’incontro sportivo è attribuita la vittoria per netta superiorità tecnica, quando si ottengono 12 punti di vantaggio . La sanzione viene data quando un sambista, dopo un primo avviso dell’arbitro, mantiene un comportamento scorretto o passivo. Il richiamo ufficiale corrisponde all’attribuzione di 1 punto all’avversario; al 3° richiamo per passività viene decretata la sconfitta.

Arbitraggio

Il giudice del tavolo centrale coordina lo svolgimento dell’incontro, in particolare si occupa si segnare il punteggio sul verbale di gara, sul tabellone confermando il punteggio all’arbitro di sedia e vigilando sul cronometrista. L’arbitro di sedia convalida il punteggio dell’arbitro centrale, indicandolo con gli appositi segnali. L’arbitro in materassina, oltre ad utilizzare l’apposito fischietto per l’inizio e l’interruzione dell’incontro, dirige l’incontro con i seguenti segnali:

Valutazioni delle tecniche: Vittoria totale

prima del limite:

Valutazioni delle tecniche: 4 punti

Valutazioni delle tecniche: 2 punti

Tecniche da 2 punti

Valutazioni delle tecniche: 1 punto

Prese o colpi non consentiti

Da ricordare

Un’immobilizzazione è valida quando l’avversario è schienato e vi è un controllo con il contatto del petto . – Un sambista può ottenere un massimo di 4 punti di immobilizzazione, per tutto l’incontro, anche in azioni diverse. Oltre a questi l’azione di immobilizzazione deve essere cambiata per eseguire una leva.

L’azione per fare una leva può durare 1 minuto, al termine del quale l’arbitro può fare rialzare i due lottatori . Per azione di leva si intende un’evidente iniziativa di forza volta esclusivamente ad eseguire una singola leva al braccio od alla gamba, senza alcuna interruzione nel movimento e nella direzione della forza. Quando chi esegue la leva cambia la tecnica, in una semplice azione di controllo oppure interrompe l’azione per cambiare leva, si ricomincia il conteggio. L’azione di leva viene indicata dall’arbitro centrale con il braccio teso in avanti ed il pugno chiuso.

I punti per le passività vengono dati quando si ha la conferma del giudice di tavolo. Al primo richiamo per passività viene dato un punto all’avversario, al secondo richiamo due punti. Al terzo richiamo ufficiale per passività si perde l’incontro.

Un’azione di attacco da in pedi, può non produrre una tecnica valutabile con un singolo punto, tuttavia la stessa azione viene riscontrata ufficialmente dall’arbitro che la indica come azione attiva. L’arbitro indica l’azione attiva con il braccio piegato ed il pugno chiuso vicino alla spalla. Un’azione attiva può essere valutata anche nella lotta a terra: durante l’immobilizzazione inferiore a 10 secondi e durante un tentativo di leva che viene interrotto dopo un minuto.

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